La lavagna che si riempie parlando
Scrivi o parla, e sulla lavagna nascono le carte giuste: appunti, liste, giornate, soldi. Le sposti con le mani, le guardi in tre viste, ci lavori con altri. Per studiare, per capire un argomento, per organizzare qualcosa in gruppo.
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Studio
1789: convocazione degli Stati generali il 5 maggio, poi il Terzo stato si dichiara Assemblea nazionale

Le date del 1789 vanno nella timeline, non fra gli appuntamenti; l’esame del 20 novembre sì. La domanda per il prof resta una domanda: Nivonda non risponde al posto del prof.
Approfondire
confronto caldaia a condensazione e pompa di calore: la pompa raffresca anche d'estate ma vuole un impianto a bassa temperatura, la caldaia costa meno ma consuma gas

Un argomento da capire: le note, la fonte come link, la domanda da approfondire, il confronto con i pro e i contro. «ho deciso: chiedo due preventivi entro fine mese» diventa una decisione.
In gruppo
Sara prenota l'hotel, Paolo i biglietti del treno

Tre amici, una lavagna: il weekend del 7 e 8 novembre, il treno delle 8:05, l’hotel da dividere in tre, chi fa cosa. E se chiedi «chi prenota l’hotel?», Nivonda risponde con quello che c’è sulla lavagna.
Non è una chat
Le carte restano, e le muovi tu
Una chat risponde e scorre via. Qui ogni frase diventa una carta, e la carta resta sulla lavagna: la prendi e la sposti, la spunti, la apri per cambiare una parola. Il modello fa la dattilografa: dalla tua frase scrive le carte, e l’ultima parola resta a te. Le date, le ore e le somme le calcola il programma, e ogni cambio ha la sua ricevuta, scritta a cose fatte.

Prendi e sposta
Col dito, tieni premuto e trascina: la carta va in un’altra zona. Col mouse, un clic sulla carta e «Sposta in…». Non serve una frase.

Correggi con una frase
«il primo numero esce il 3 novembre»: la voce che c’era già prende la data, e la ricevuta dice «Ho cambiato: Scrivere il primo numero ora mar 3 nov.»

Se non era quello, «Annulla»
Ogni frase è un turno, e si annulla intero: le carte tornano come prima. Dalla ricevuta, o con Ctrl+Z e ⌘Z.
Le tre viste
La stessa lavagna, in tre modi
Classica, Colonne o Isole: un pulsante, e le stesse carte si dispongono in un altro modo. Nessuna frase da scrivere, nessun modello di mezzo: cambia solo il modo di guardare.






Ogni vista ricorda dov’eri. Colonne e Isole sono il modo di Nivonda di tenere insieme le cose legate fra loro.
Insieme
Una lavagna in più persone
Un gruppo di studio, una famiglia, un trasloco: inviti con l’email (il link che ne esce lo mandi tu, se vuoi), scegli se chi entra può scrivere o solo guardare, e tutti vedono le stesse cose.
L’invito arriva nel suo elenco
Scrivi l’email di una persona e avvisala tu: Nivonda non manda email agli invitati. Se entra con quell’email entro 7 giorni, anche se si registra dopo, in «Le tue lavagne» trova l’invito e sceglie: «Entra» o «No, grazie». Con il link fa prima.
Nella chat scegli con chi parli
«Nivonda e il team»: tutti vedono la frase, le carte e la ricevuta. «Nivonda, da solo»: le carte nascono per tutti, ma la frase la vedi solo tu. «Il team» (in due, l’altra persona) o una persona sola: messaggi fra voi, senza Nivonda e senza carte.
Chi fa cosa, sulla lavagna
Scrivi a Nivonda chi fa cosa: resta sulla lavagna, vicino al resto. E quello che decidete con Nivonda resta lì anche quando la chat va avanti.


Ovunque
Telefono, tablet e computer, lo stesso account
Nivonda vive nel browser: niente da scaricare, le stesse lavagne su iPhone, Android, iPad, Mac e Windows. Sul telefono mettila sulla schermata Home: si apre a tutto schermo, come un’app, ed è sempre l’ultima versione.



Mettila sulla schermata Home
- iPhone e iPad
- In Safari: Condividi (se non lo vedi, prima «⋯» accanto all’indirizzo), poi «Aggiungi alla schermata Home», poi «Aggiungi».
- Android
- In Chrome: il menu ⋮, poi «Aggiungi a schermata Home» (o «Installa app»), poi «Installa».
- Computer
- In Chrome o Edge: l’icona «Installa» a destra nella barra dell’indirizzo. In Safari su Mac: File, poi «Aggiungi al Dock».
I tuoi dati
Dove va quello che scrivi
Le carte le scrive un modello di intelligenza artificiale, di OpenAI. Qui c’è scritto cosa gli arriva, cosa no, e cosa resta da noi.
Dal browser a OpenAI, passando da Nivonda
Quello che scrivi parte dal tuo browser, passa dal server di Nivonda e arriva a OpenAI, che fa lavorare il modello. Il server di Nivonda non salva il testo. Prima di partire, telefoni, email, IBAN, codici fiscali e carte diventano segnaposto: è un aiuto, non una garanzia.
Niente pubblicità né profilazione
Nessuno script di terzi nelle pagine, nessuno strumento di statistica e nessun cookie di profilazione. Durante la beta, oltre ai conti tecnici dell’AI per i limiti, contiamo solo quale vista della lavagna usi e i pareri che lasci, per capire quale funziona meglio. Ci sono solo cookie tecnici: quelli per restare dentro l’account e quelli che ricordano il tema, la tela, il segno delle carte e la grandezza del testo che scegli.
In breve
- Le lavagne stanno sui server di Supabase, nell’Unione europea, e le vedono le persone che inviti.
- Le frasi e la parte di lavagna che serve partono dal tuo browser, passano dal server di Nivonda e arrivano a OpenAI, che fa lavorare il modello. Il server di Nivonda non salva il testo.
- Su una lavagna condivisa, quando qualcuno scrive, la parte di lavagna che parte verso OpenAI può contenere anche quello che hanno scritto gli altri.
- Di ogni richiesta al modello il server scrive un registro tecnico, per gestire costi e limiti: l’account, quando, che tipo di richiesta, il modello, come è andata, quanti «token» (le unità in cui si conta il testo) e il costo stimato. Il testo delle frasi e della lavagna non c’è.
- Se lasci un parere sulla vista della lavagna, finisce nel database di Supabase insieme a quale vista usi: lo legge solo chi gestisce Nivonda e non va a OpenAI.
- Per le cose private è in preparazione un’app per Mac con il modello sul computer.
- Se parli a voce, il tuo browser manda l’audio al suo servizio di trascrizione (in Chrome, Google; in Safari, Apple).
Domande
Prima di cominciare
Quanto costa?
Niente, durante la beta. Il modello lo paghiamo noi, e per questo ci sono dei limiti.
Ci sono dei limiti?
Sì, durante la beta. Ogni account ha un limite di consumo ogni 5 ore e uno ogni 7 giorni. Nelle impostazioni, in «Utilizzo», vedi quanto hai usato di ogni limite in percentuale e quando si rinnova. La lavagna si usa sempre, anche a mano: i limiti riguardano solo l’AI.
Il consumo dipende da quanto lavora il modello, non da quante frasi mandi: una frase lunga, o una lavagna grande, ne usa più di una breve. Ogni limite comincia a contare con la tua prima frase; quando finisce, la parte AI si ferma fino all’ora del rinnovo: la lavagna resta com’è e la puoi modificare a mano. C’è anche un freno alle frasi mandate troppo vicine una all’altra: se capita, aspetta un momento e riprova.
Ogni account ha anche un tetto di spesa al giorno, come rete di sicurezza. Con un uso normale di solito non si raggiunge. Se si raggiunge, la parte AI si ferma fino al giorno dopo. Il sito ha anche un tetto di spesa al mese, uguale per tutti insieme. Quando è raggiunto, la parte AI si ferma fino al mese dopo: la lavagna resta com’è e la puoi modificare a mano.
Le ore dei rinnovi, il giorno e il mese dei tetti si contano con l’ora di Roma. I numeri possono cambiare.
Funziona sul telefono e sul computer?
Sì. Nivonda si apre nel browser, su iPhone, Android, iPad e computer, con lo stesso account e le stesse lavagne. Sul telefono la metti sulla schermata Home: i passi sono nella guida.
Se parli a voce, il browser manda l’audio al suo servizio di trascrizione (in Chrome, Google; in Safari, Apple). In Firefox la voce non c’è.
È finito?
No: è una beta, una versione di prova. Può avere difetti e cambiare da un giorno all’altro. Se qualcosa non va, o ti manca qualcosa, scrivici.